Più la persona è piccola, più ha bisogno di svolgere attività ripetitive -nel senso positivo del termine- per sentirsi al posto giusto nel momento giusto.
Fin dalla scuola dell'Infanzia, i bambini controllano lo scorrere del tempo grazie alle attività di routine: il circle di benvenuto, l'appello, il completamento del foglio mensa e naturalmente l'aggiornamento del calendario.
Alla scuola primaria, queste attività si trasformano in qualcos'altro, nel mio caso nella "TO DO LIST": una lista delle cose da dover fare per il tempo passato insieme in quella precisa giornata.Probabilmente l'essere una persona con grandi "manie di organizzazione" ha contribuito all'uso di questo strumento, ma vi assicuro che in classe ha delle ottime conseguenze, soprattutto per quei bambini che tendono a stancarsi facilmente e a non mantenere i ritmi frenetici della vita scolastica.
Solitamente occupo un angolino della cara lavagna in ardesia per annotare tutte le cose che dovremo fare in quella giornata (ad esempio: numerazioni, Bruco Mangianumeri, Interrogatorio dei numeri, 2 problemi). Così facendo, i bambini hanno chiaro fin da subito il numero di attività da dover svolgere. La conclusione di ogni attività (segnalata da una semplice "x"), poi, porta i bambini ad aver chiaro lo scorrere del tempo.
La "to do list" è ottima per far comprendere davvero il passare del tempo, ma un altro strumento al quale ricorro sempre e che per questo è tutti gli effetti una routine all'interno della mia classe è il calendario (utilissimo fin dal primo anno di Scuola Primaria anche perché si presta a far da raccordo tra la prima e la Scuola dell'Infanzia).
Ogni anno ne preparo uno con i miei alunni.Quest'anno ho scelto di servirmi di un cartellone (che ho rinforzato aggiungendogli del cartone sul retro), di cartoncini colorati, di bicchieri di plastica e di mollette.
Il calendario comprende l'indicazione di:
- numero del giorno;
- giorno della settimana;
- mese;
- stagione;
- meteo.
A turno, ogni mattina, ciascun bambino aggiorna il calendario e quasi senza rendersene conto rinfresca la memoria a proposito di termini che alla loro età sono ancora tanto astratti (vedi la differenza tra giorni della settimana e mesi dell'anno).




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