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28 anni. Maestra di 22 bambini. Scrivo da una piccola città della Brianza. Voglio farvi conoscere tutti i miei mondi (im)possibili.

domenica 7 agosto 2022

Gli amici dopo la nascita di un figlio

Sei lì, in mezzo a un sacco di persone, conoscenti e amici. Si direbbe che sei l'anima della festa, quella che trascina e coinvolge, un po' come lo sei sul lavoro. 
Eppure succede qualcosa di inaspettato, per gli altri, rimani incinta! 
E miei cari lettori, è proprio in quel momento che la vita cambia improvvisamente. Quando ti dicono di prepararti perché "niente sarà come prima" non fanno riferimento solo alle notti in bianco ma a come il tuo ruolo all'interno della società si rivoluzionerà drasticamente. E, per quanto mi riguarda, chi ci è già passato vuole avvertirti che solo da quel momento capirai davvero chi vuole il tuo bene e chi invece con finti sorrisi ti ha tenuto vicino per comodo e convenienza. 
Già, a me la gravidanza prima e la nascita di Christopher poi hanno permesso di capire bene chi avevo intorno a me e ringrazio mio figlio ogni santissimo giorno per questa opportunità. 
Perché se prima ero l'anima della festa, quella circondata da tantissimi amici, dopo non è stato così scontato rimanere tale. Del resto, inevitabilmente, la gravidanza e la nascita di un bambino ti cambiano: si modificano le tue priorità prima di tutto, cambiano le tue aspettative e le tue esigenze che, per forza di cose, vengono messe da parte. E se c'è chi con sincera amicizia ha compreso tutto ciò, c'è anche chi ha deciso che "quando le cose si fanno più complicate è meglio darsela a gambe". Vuoi per orgoglio, vuoi perché fondamentalmente quando vengo delusa chiudo le porte senza troppi giri di parole, sono passati 13 mesi da quando avrei dovuto dire a qualche personcina "Sai che c'è? Io sono talmente felice da poterti dare un po' di questa gioia, anche se non la meriteresti." 
E oggi mi ritrovo ancora così felice e orgogliosa di quello che ho costruito con il mio compagno che il mio cuore è leggero e pronto per scrivere ciò che ho provato senza rimpianti o rimorsi.
Quello che vi consiglio è di tenervi strette quelle persone che davvero vi vogliono bene per come siete realmente, in ogni forma, in qualsiasi veste o per qualunque ruolo sociale ricopriate. Chi vi ama con sincerità ci sarà sempre, saprà aspettare con pazienza e saprà amare vostro figlio quasi come lo amate voi.
Dopo tutto questo tempo voglio dimenticare chi non c'è mai stato e ringraziare quegli amici senza i quali la mia vita sarebbe più grigia.
Giada 

lunedì 11 aprile 2022

Mamma - maestra



 Il 22 giugno 2021 la mia vita è cambiata profondamente: da semplice ragazza di ventotto anni, appena entrata di ruolo a mamma di Christopher. 

È stato il cambiamento più radicale della mia esistenza e non nego che inizialmente è stato davvero difficile imparare a giostrarmi tra le nuove mille e mila responsabilità.

Fortunatamente sono riuscita a godermi ogni singolo momento dei suoi primi sei mesi (quasi) ma a dicembre è arrivato il momento di rientrare a lavoro ufficialmente. Le emozioni che ho vissuto sono state completamente controverse: gioia di rivedere i miei alunni e di proseguire con loro il nostro percorso didattico, ansia da prestazione perché in dubbio sulle mie capacità organizzative, tristezza (tanta) perché Christopher sarebbe rimasto lontano da me per qualche ora (cosa che non era mai successa prima di allora).

Ho preferito attendere qualche mese prima di parlare di tutto questo perché ho davvero avuto bisogno di metabolizzare, di adattarmi alla nuova vita e di calibrare le mie risorse a seconda delle nuove priorità.

A tre mesi di distanza posso fare un bilancio reale e raccontarvi quali cambiamenti ha comportato l'essere mamma.

Non me ne vogliano le maestre senza figli che sicuramente saranno ottime insegnanti in ogni caso, ma l'essere mamma mi ha fatto davvero mettere in azione competenze di multitasking che mai avrei pensato di avere. 

L'essere (neo)mamma ti consente di stare in piedi un'infinità di ore con quattro ore di sonno a notte, quando va bene.

L'essere mamma ti permette di ridefinire le priorità: Christopher è la mia priorità e subito dopo c'è la mia classe. Cosa che prima ovviamente non era così.

Allo stesso modo, però, da quando sono mamma ho sviluppato una certa sensibilità di fronte ai bambini e alle loro famiglie. Non che prima non l'avessi, ma ora quando rimprovero un alunno o comunico ad una famiglia che il loro figlio ha delle difficoltà mi viene immediato mettermi nei loro panni, ribaltando la situazione su me stessa: come reagirei se parlassero così di mio figlio? Di quale grado di empatia avrei bisogno per gestire brutte notizie? 

L'essere mamma è volare alto: nel senso che a volte si è talmente immersi dalla vita che ci si dimentica di abitare sul pianeta Terra.

Essere mamma, nel mio caso, ha comportato l'uso minimo e indispensabile di fotocopie (ancora meno del solito) perché fondamentalmente non c'è tempo di prepararle e perché ora sono in seconda quindi possono scrivere più velocemente (che fortuna!).

Essere mamma implica avere un'agenda piena di impegni lavorativi che si intersecano perfettamente con le visite, i vaccini, il corso di acquaticità, l'appuntamento con gli amichetti, il compleanno di qualcuno e la festa di qualcun altro.

Essere mamma implica che tutte le volte che i tuoi alunni ti chiamano "Mamma" non li correggi dicendo "Maestra" ma ti giri di scatto e rispondi Dimmi, tesoro".

Insomma, essere diventata mamma è stato solo che arricchente per la mia professione.

Ecco, ci sono giorni in cui non ricordo nemmeno come mi chiamo, giorni in cui i miei alunni mi correggono perché ho scritto la data errata ma nonostante ciò, sento che ora tutti i miei tasselli sono al posto giusto.

#GMM