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28 anni. Maestra di 22 bambini. Scrivo da una piccola città della Brianza. Voglio farvi conoscere tutti i miei mondi (im)possibili.

domenica 24 novembre 2019

Di ruolo o precario? Questo è il dilemma...


Risultato immagini per maestra disegno colorato"

Qual è il requisito fondamentale per poter affermare con certezza se uno è o non è un bravo insegnante?

Sicuramente inizierei con il sottolineare che dare continuità a un percorso didattico è positivo per i bambini coinvolti. E' lecito, dunque, pensare che avere la stessa insegnante che segue i bambini dalla prima alla quinta classe sia meglio dell'avere un'insegnante diversa ad ogni inizio del nuovo anno.

Ma siamo proprio sicuri che essere un'insegnante di ruolo presupponga l'essere un buon insegnante? E con ciò non intendo assolutamente dire che esserlo -di ruolo- sia, al contrario, un difetto. Credo, però, che sia importante giudicare un insegnante non dal tipo di contratto lavorativo, ma da come lo stesso costruisca percorsi di apprendimento validi, stimolanti ed efficaci per gli alunni che ha di fronte.

Dal canto mio, durante gli anni in cui ho fatto l'insegnante di sostegno ho sempre trovato colleghe di ruolo valide e sempre pronte al rimettersi in discussione costantemente. E' anche vero, però, che ho visto situazioni diametralmente opposte dove il ruolo, percepito come l'obiettivo ultimo al quale ambire, diventava il comodo cuscino sul quale adagiarsi completamente.
Ed è proprio di fronte a queste situazioni che mi sono trovata in difficoltà: come comportarmi? come poter dire qualcosa senza essere offensiva o senza venir etichettata come "la classica ragazzina saccente"?

Ammetto che molte volte ho taciuto e ho lasciato parlare i fatti. Altre volte ho ribattuto con educazione, facendo valere le mie idee. Oggi, dopo quasi 7 anni nel mondo della scuola, cerco di mostrare come il continuo aggiornamento, ad esempio, sia necessario e mai fine a se stesso.
Per arrivare a più persone possibili ho aperto questo blog e la pagina Facebook. Insomma, nel mio piccolo, da semplice insegnante precaria, cerco di dimostrare tutti i giorni che il mondo è pieno di insegnanti con tanto da dare, anche se non ancora di ruolo.

Ricordate, non giudicate mai un libro dalla copertina!


sabato 9 novembre 2019

Il kit "Salva Maestre".

Per ognuno di noi c'è stata una prima volta.
Le prime volte a me piacciono tantissimo perché mi permettono di superare i miei limiti, di comprendere fin dove posso arrivare e di conoscere la parte più profonda di me.
Tra le tante prime volte, una maestra sicuramente non dimenticherà mai la sua prima supplenza. Nel mio caso non è passato così tanto tempo da quando, sei anni fa, ricevetti quella chiamata inaspettata, inconsapevole che avrebbe dato uno scopo più grande alla mia vita.

Per me quindi ripensare alla prima volta in una classe non è poi così arduo, ma sono convinta che anche per le insegnanti con più esperienza sia difficile dimenticare il "primo giorno di scuola".
L'emozione, l'ansia da prestazione, il mix di sentimenti contrastanti che ci facevano sentire come in una lavatrice impostata sulla centrifuga! 
Quelle sensazioni, oggi che ormai è passato del tempo, ci accomunano tutte e ci fanno guardare indietro nel passato con un sorriso quasi malinconico. 

Nel mio caso, si è rivelato utile avere del materiale pronto da tirar fuori all'occorrenza, materiale così vario da farmi apparire una piccola Mary Poppins dell'era post- moderna.

Uno dei tanti allegati per gli abbonati
alla Rivista Gulliver
1. Una guida, un libro, un PTOF scaricabile dal sito di una Scuola Primaria. 
Insomma, un qualcosa che vi permetta di comprendere, a grandi linee, gli obiettivi da raggiungere alla fine dell'anno scolastico.

Un buon insegnante progetta le attività specifiche solo dopo aver fissato lo scopo finale da perseguire.

Tra le tante guide didattiche consultate in questi anni, ho recentemente scoperto la rivista "Gulliver" che, oltre a proporre una progettazione annuale precisa e al contempo flessibile, allega un libricino mensile dal quale trarre degli spunti didattici molto interessanti.






2.  Un libricino che abbia in allegato un CD con brani da poter ascoltare in diverse occasioni: sia nel classico momento di rilassamento sia, nel caso opposto, quando si vuole rendere  la lezione più dinamica.

Io mi trovo molto bene con il testo "La cicala e la formica". Ogni canzone è abbinata a delle attività interdisciplinari e, inoltre, è stato pensato un libro per ogni anno scolastico (dalla prima alla quinta).










3. LIBRI DI LETTURA, magari con un tema didattico preciso. 
Consiglio sempre di dedicare almeno una decina di minuti al giorno alla lettura di un libro, rigorosamente in circle
Non potete immaginare i benefici in termini di competenze relazionali e sociali che ne trarranno i bambini.



4.  COME DIVENTARE UN ESPLORATORE DEL MONDO.
Questo libro meriterebbe un post dedicato esclusivamente a lui. Un testo consigliatomi durante il mio percorso di studi all'Università Bicocca. 
Un libro così semplice e allo stesso tempo così ricco di possibili attività che un insegnante dovrebbe sempre averlo in borsa.

Vi allego solo una tra le mille e mila attività proposte da questa "fabbrica di idee" tascabile.










5. Un qualsiasi libro di cornicette. Le tanto retrò quanto mai scontate cornicette. Sono come il nero: intramontabili e sempre attuali.
Inutile elencarne gli aspetti positivi. Vi ricordo solamente: coordinazione oculo-manuale; impugnatura corretta; coltivazione del gusto estetico e della cura.


6. In ultimo, ma non per importanza, dei libri che contengano giochi didattici, che stimolino l'attenzione dei bambini, favorendone una sana competizione se somministrati in piccoli gruppi.
Io, insegnando matematica, ho sempre con me questi due libricini che utilizzo quando voglio osservare come i bambini mettono in atto competenze in materia di problem solving, ad esempio.
I problemi contenuti all'interno dei testi allegati in foto, presuppongono l'uso di più competenze per giungere alla soluzione degli stessi e non mere procedure meccaniche. 
Il loro uso consente, dunque, di lavorare su quella che Vygotskij definiva "zona di sviluppo prossimale", spingendo gli alunni a mettere in gioco contemporaneamente conoscenze, abilità e strategie diverse.


Ovviamente l'insegnante che si ritrova di fronte a una classe che ancora non conosce, magari per pochi giorni deve avere con sé il tanto amato MATERIALE DI RECUPERO: cartoncini, carta crespa, crepla, fili di lana, pasta di sale e cancelleria varia.

E ora, non mi resta che fare un grosso in bocca al lupo a tutte le neo insegnanti che stanno per fare il loro primo ingresso nella scuola.
Ricordate di portare con voi altre due cose: un sorriso sincero e tanta voglia di fare.
Il mondo scolastico è così arricchente che sono certa ve ne innamorerete, tanto quanto lo amo io.



sabato 2 novembre 2019

La casa della maestra.



Chi mi conosce sa che in questi giorni (e sicuramente anche per i prossimi mesi) sarò completamente immersa nella sistemazione della nostra nuova casa, mia e di Claudio.

L'immagine può contenere: Giada Micaela Marucci e Claudio La Greca, persone che sorridono

Ora abbiamo un lavoro di muratura da iniziare e poi, finalmente, passeremo alla parte più bella: l'arredamento!

Arredare una casa non è facile, soprattutto se sei una maestra.

Risultato immagini per disegno liste di cose da fare"Una maestra ha una scaletta ben precisa da seguire: liste con cose da acquistare, schemi su mille e mila disposizioni di quel particolare mobile (magari visto dall'alto, in prospettiva, in una gamma di colori diversi), elenchi da spuntare intitolati "Cose da fare".

Risultato immagini per disegno liste di cose da fare"


Io, da maestra con la "M" maiuscola, sono una persona metodica, che ha bisogno di vedere concretamente ciò di cui si sta parlando e che prima di procedere deve avere ben chiaro dove vuole arrivare (ah, maledetta deformazione professionale!).






Di conseguenza, la scelta dell'arredamento (vi preannuncio che si è già conclusa) ha richiesto un dispendio di energie incredibili perché -aggiungerei ovviamente- era necessario che la nostra casa avesse un angolo, anche minuscolo, per i miei libri e per tutto il mio materiale scolastico. Ma non solo: serviva anche un posticino dove potermi mettere a progettare, ragionare o correggere semplicemente le verifiche dei miei alunni.

Alla fine abbiamo trovato una soluzione.
Il ripostiglio che abbiamo è molto grande e, per questo motivo, una parte di esso verrà adibito a "libreria della maestra Giada".
Nella parete attrezzata del soggiorno, invece, verrà realizzato dal nostro mobiliere di fiducia un angolo studio dove potrò appoggiarmi a correggere o registrare le attività sul mio pc portatile.

In ultimo, la cantina: grazie a delle scaffalature riusciremo a dedicare una parte anche al mio archivio personale cartaceo (quaderni rilegati degli ex alunni, maxi raccoglitori con appuntate le attività svolte negli anni precedenti - devo ricordarmi di fare un post dedicato per mostrarveli ) così da non invadere tutta casa con il mio materiale.
D'altronde è anche casa di Claudio.