Per ognuno di noi c'è stata una
prima volta.
Le prime volte a me piacciono tantissimo perché mi permettono di superare i miei limiti, di comprendere fin dove posso arrivare e di conoscere la parte più profonda di me.
Tra le tante prime volte, una maestra sicuramente non dimenticherà mai la sua prima supplenza. Nel mio caso non è passato così tanto tempo da quando, sei anni fa, ricevetti quella chiamata inaspettata, inconsapevole che avrebbe dato uno scopo più grande alla mia vita.
Per me quindi ripensare alla prima volta in una classe non è poi così arduo, ma sono convinta che anche per le insegnanti con più esperienza sia difficile dimenticare il "primo giorno di scuola".
L'emozione, l'ansia da prestazione, il mix di sentimenti contrastanti che ci facevano sentire come in una lavatrice impostata sulla centrifuga!
Quelle sensazioni, oggi che ormai è passato del tempo, ci accomunano tutte e ci fanno guardare indietro nel passato con un sorriso quasi malinconico.
Nel mio caso, si è rivelato utile avere del materiale pronto da tirar fuori all'occorrenza, materiale così vario da farmi apparire una piccola Mary Poppins dell'era post- moderna.
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Uno dei tanti allegati per gli abbonati
alla Rivista Gulliver |
1. Una guida, un libro, un PTOF scaricabile dal sito di una Scuola Primaria.
Insomma, un qualcosa che vi permetta di comprendere, a grandi linee, gli obiettivi da raggiungere alla fine dell'anno scolastico.
Un buon insegnante progetta le attività specifiche solo dopo aver fissato lo scopo finale da perseguire.
Tra le tante guide didattiche consultate in questi anni, ho recentemente scoperto la rivista "Gulliver" che, oltre a proporre una progettazione annuale precisa e al contempo flessibile, allega un libricino mensile dal quale trarre degli spunti didattici molto interessanti.
2. Un libricino che abbia in allegato un CD con brani da poter ascoltare in diverse occasioni: sia nel classico momento di rilassamento sia, nel caso opposto, quando si vuole rendere la lezione più dinamica.
Io mi trovo molto bene con il testo "La cicala e la formica". Ogni canzone è abbinata a delle attività interdisciplinari e, inoltre, è stato pensato un libro per ogni anno scolastico (dalla prima alla quinta).

3.
LIBRI DI LETTURA, magari con un tema didattico preciso.
Consiglio sempre di dedicare almeno una decina di minuti al giorno alla lettura di un libro, rigorosamente in circle.
Non potete immaginare i benefici in termini di competenze relazionali e sociali che ne trarranno i bambini.

4.
COME DIVENTARE UN ESPLORATORE DEL MONDO.
Questo libro meriterebbe un post dedicato esclusivamente a lui. Un testo consigliatomi durante il mio percorso di studi all'Università Bicocca.
Un libro così semplice e allo stesso tempo così ricco di possibili attività che un insegnante dovrebbe sempre averlo in borsa.
Vi allego solo una tra le mille e mila attività proposte da questa "fabbrica di idee" tascabile.
5. Un qualsiasi libro di cornicette. Le tanto retrò quanto mai scontate cornicette. Sono come il nero: intramontabili e sempre attuali.
Inutile elencarne gli aspetti positivi. Vi ricordo solamente: coordinazione oculo-manuale; impugnatura corretta; coltivazione del gusto estetico e della cura.
6. In ultimo, ma non per importanza, dei libri che contengano giochi didattici, che stimolino l'attenzione dei bambini, favorendone una sana competizione se somministrati in piccoli gruppi.
Io, insegnando matematica, ho sempre con me questi due libricini che utilizzo quando voglio osservare come i bambini mettono in atto competenze in materia di problem solving, ad esempio.
I problemi contenuti all'interno dei testi allegati in foto, presuppongono l'uso di più competenze per giungere alla soluzione degli stessi e non mere procedure meccaniche.
Il loro uso consente, dunque, di lavorare su quella che Vygotskij definiva "zona di sviluppo prossimale", spingendo gli alunni a mettere in gioco contemporaneamente conoscenze, abilità e strategie diverse.
Ovviamente l'insegnante che si ritrova di fronte a una classe che ancora non conosce, magari per pochi giorni deve avere con sé il tanto amato MATERIALE DI RECUPERO: cartoncini, carta crespa, crepla, fili di lana, pasta di sale e cancelleria varia.
E ora, non mi resta che fare un grosso in bocca al lupo a tutte le neo insegnanti che stanno per fare il loro primo ingresso nella scuola.
Ricordate di portare con voi altre due cose: un sorriso sincero e tanta voglia di fare.
Il mondo scolastico è così arricchente che sono certa ve ne innamorerete, tanto quanto lo amo io.