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28 anni. Maestra di 22 bambini. Scrivo da una piccola città della Brianza. Voglio farvi conoscere tutti i miei mondi (im)possibili.

domenica 30 maggio 2021

31 maggio 2020


È passato un anno da quella data. Mi sono ripromessa più volte di parlarne, di ricavare da quella esperienza l'insegnamento da poter divulgare a tutti in ambito educativo, ma finora non ce l'ho proprio fatta.

Oggi, a un anno esatto da quel giorno, penso di essere pronta per scrivere un breve articolo a riguardo. 

Chi mi conosce, sa bene che dall'aprile del 2009 ho avuto un animaletto domestico per alcuni insolito, ma che per me si è rivelato il migliore che potessi avere: Kiwi, la mia coniglietta.

Fin da subito, la mia famiglia ed io ci siamo accorti che Kiwi non era una coniglietta "normale": rispondeva ai richiami, chiedeva le coccole, mi consolava quando nell'età adolescenziale ebbi qualche delusione, mi seguiva ovunque andassi. Qualcuno direbbe che più che un coniglio si trattava di un cane!

Fedele come non mai, ma soprattutto forte. Già, perché l'aspettativa di vita per un coniglio nano è di circa 6-7 anni, io ho avuto la fortuna e il privilegio di passare con la mia migliore amica quasi dodici anni.

Ed eccoci arrivati al fatidico 31 maggio 2020. Il giorno in cui la mia principessa ha deciso di lasciarmi per sempre. Anche prima di andarsene ha pensato a noi, è stata dolce e coccolona fino alla fine e io per questo le sarò sempre grata.

Eppure solo ora, dopo un anno, riesco a vedere a quel momento con lucidità e più razionalità. Per me è stato un vero e proprio lutto, probabilmente solo chi ha un animale domestico può comprendere, che mi ha trasportata in diverse fasi: dal rifiuto, alla rabbia, al dolore fino all'accettazione.

E voi lettori, vi chiederete: perché ci parli di questo? Cosa c'entra con la didattica?

Per quanto mi riguarda anche l'aspetto emotivo è fondamentale da tenere in considerazione quando si parla di didattica. In secondo luogo, la mia esperienza mi ha insegnato che far crescere i bambini con un animale ha una valenza educativa grandissima: li responsabilizza, fa comprendere loro il valore dell'amicizia disinteressata, permette ad ognuno di loro di avere un rifigio felice ogni volta che ne hanno bisogno.

E poi sì, c'è il primo rapporto con la morte. Quest'ultima nella nostra cultura viene ancora vista come un taboo da evitare rigorosamente, anche solo di nominare. Per me che sono un'insegnante trasparente, che crede nella sensibilità dei bambini, anche dei più piccoli, non ci sono argomenti taboo, ma solo linguaggi personalizzati sulla base dell'età degli interlocutori. Ecco perché credo che sia importante guidare e sostenere i bambini anche quando si parla di morte. La morte altro non è che l'altro lato della medaglia della vita. Potremmo dire che fa parte della vita stessa e per questo non può essere ignorata.

Certamente ogni età richiederà parole differenti per affrontare l'eventuale perdita, ma è giusto che questa venga spiegata e che sia dato ai bambini il tempo necessario per metabolizzare il lutto, qualsiasi esso sia.

Per questo il consiglio è di adottare un animale come amico, di far capire ai bambini che è membro a tutti gli effetti della famiglia e che, come tale, ha bisogno di rispetto, cure e amore. Se sarete fortunati come me, vivrà tanto tempo insieme a voi e non lo dimenticherete mai. 



Ciao Kiwi 🐰 


Giada Micaela Marucci 



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